"Stop Homoph Art"
L'ARTE CONTRO L'OMOFOBIA!
Correlando il binomio attività/passività alle categorie binarie maschile/femminile, buona parte delle concezioni psicoanalitiche “classiche” ha contribuito a creare stereotipi di genere, con profonde ricadute sull’immagine dell’omosessuale, che a livello mediatico e culturale viene a perdere la sua mascolinità e ad essere sempre più assimilato ad un’anima femminile imprigionata in un corpo maschile, andando così a confondere l’omosessualità con la disforia di genere. L’opera di Raffaele Ciotola, che pone una Rainbow Flag, da sempre emblema del movimento LGBTQ+, su un pene imponente, che potremmo identificare come simbologia della potenza virile, esemplifica la mascolizzazione dell’omosessuale moderno, rendendo in modo artistico un processo culturale che si vede già da qualche decennio e che sfida il vecchio stereotipo di omosessuale “femminilizzato”.
Dott. Stefano Eleuteri
Psicologo della Salute, Psicoterapeuta, Consulente in Sessuologia
Quest'opera pittorica non nasce per destare scandalo e nemmeno per emergere prepotentemente in campo artistico. Vuole esprimere una rabbia che per anni ha taciuto soffocata dalla paura del giudizio da parte della collettivita'. Sono cresciuto fin da bambino ascoltando tra la gente giudizi e pettegolezzi cosi particolari e insensati che nascevano dall'ignoranza di chi si esprimeva senza dare il giusto valore ad un argomento cosi delicato come l'omosessualita'. Le affermazioni che mi colpivano maggiormente erano quelle riguardanti l'incapacita' di alcuni uomini eterosessuali che non consumavano il loro matrimonio, causa la loro impotenza, non avendo figli per motivi ormonali, o per ridotte dimensioni del membro, o per atteggiamenti molto educati che non sono riconducibili necessariamente all'omosessualita'. Questi soggetti venivano etichettati come omosessuali. Non capivo come mai gli omosessuali dovessero prendersi delle colpe che non riguardassero soltanto la loro categoria. Crescendo ho compreso che omosessuali e eterosessuali possono avere entrambi gli stessi problemi. Ho realizzato questo quadro che fa parte della collezione della corrente pittorica '' Stop Homoph Art '' per combattere l'ignoranza della societa' che tendeva ieri, e purtroppo ancora oggi, a confluire ogni difetto fisico, psichico, morale, riguardante la sfera sessuale maschile eterosessuale , attribuendo ogni difetto ai soggetti omosessuali.
Dott. Stefano Eleuteri
Psicologo della Salute, Psicoterapeuta, Consulente in Sessuologia
Quest'opera pittorica non nasce per destare scandalo e nemmeno per emergere prepotentemente in campo artistico. Vuole esprimere una rabbia che per anni ha taciuto soffocata dalla paura del giudizio da parte della collettivita'. Sono cresciuto fin da bambino ascoltando tra la gente giudizi e pettegolezzi cosi particolari e insensati che nascevano dall'ignoranza di chi si esprimeva senza dare il giusto valore ad un argomento cosi delicato come l'omosessualita'. Le affermazioni che mi colpivano maggiormente erano quelle riguardanti l'incapacita' di alcuni uomini eterosessuali che non consumavano il loro matrimonio, causa la loro impotenza, non avendo figli per motivi ormonali, o per ridotte dimensioni del membro, o per atteggiamenti molto educati che non sono riconducibili necessariamente all'omosessualita'. Questi soggetti venivano etichettati come omosessuali. Non capivo come mai gli omosessuali dovessero prendersi delle colpe che non riguardassero soltanto la loro categoria. Crescendo ho compreso che omosessuali e eterosessuali possono avere entrambi gli stessi problemi. Ho realizzato questo quadro che fa parte della collezione della corrente pittorica '' Stop Homoph Art '' per combattere l'ignoranza della societa' che tendeva ieri, e purtroppo ancora oggi, a confluire ogni difetto fisico, psichico, morale, riguardante la sfera sessuale maschile eterosessuale , attribuendo ogni difetto ai soggetti omosessuali.
Raffaele Ciotola
'' STOP HOMOPH ART ''
La “STOP HOMOPH ART” è la corrente artistica che nasce in Italia nel 2003 e il cui creatore è Raffaele Ciotola.
Questa corrente mira ad interrogarsi sugli atteggiamenti e sui comportamenti di razzismo legati anche alla semplice visione di realtà omosessuali (glbt) con la finalità di diffondere la cultura del rispetto e delle lotta contro l’omofobia. Il maestro Ciotola è convinto che la pittura, come la musica, ha un linguaggio diretto e universale, che riesce a veicolare messaggi e a divulgare idee prima ancora della letteratura. In effetti le sue opere comunicano sulla costruzione culturale dell’essere uomo e donna; opere che raccontano di amori tra uomini o donne, di percorsi transgender, di discriminazioni, di violenze e di rifiuti. “L’artista crea liberamente lottando contro pregiudizi e contro l’ignoranza. Attraverso la sua creazione combatte fonti o focolai di tendenza omofobica”, rendendosi così paladino di una rivoluzione nel comportamento, “preparando ad una cultura”; ovvero la necessità e l’urgenza di un’educazione a questa sensibilità, che ha fiducia e offre fiducia, in cui la differenza è oggetto di ricchezza, e in cui il fruitore dell’opera trova spazio per le sue emozioni. “Questa corrente sorge dall’esigenza di scarnire il messaggio d’amore che nella società è filtrato attraverso un pensiero religioso o politico”, che risulta essere troppo spesso incoerente e ipocrita, togliendo dignità all’uomo che non viene considerato individuo libero e non viene rispettato nella sua soggettività. L’opera più significativa di Raffaele Ciotola è la “Madonna degli omosessuali”, che viene realizzata tra il 2003 e il 2007 e viene dedicata alle migliaia di vittime omosessuali uccise durante il nazismo. In questo dipinto a olio, il pittore esprime tutto il suo dolore rivivendolo nel proprio animo e portandolo a realizzare un ‘opera di grande valore etico-morale, che diventa così vero e proprio manifesto dell’idea artistica ispiratrice. Si tratta evidentemente di un’iconografia insolita e “irriguardosa” della Vergine con il bambino, che utilizza un linguaggio schietto, provocatorio e fortemente anticonformista. Il Maestro: “ho scelto Maria come personaggio storico e religioso, perché Lei sola può rappresentare il ruolo per un’opera d’arte che deve comunicare alle genti il vero amore”. Nel dipinto possiamo osservare le pennellate ora rarefatte e frammentate nella veste morbida della figura femminile, ora più precise e dettagliate nella definizione del volto e degli elementi decorativi e simbolici. Il colore è presente in diverse gradazioni di tono con il contrasto tra colori caldi e freddi, e i complementari, blu e arancione del mantello, in forte evidenza. La luce è diffusa e proviene dal volto della Madonna stessa come ad irradiare un’energia cosmica verso tutta l’Umanità. Da notare il peso distribuito lungo un asse verticale che va dal centro, rappresentato dal Bambin Gesù e dal globo terrestre, verso l’alto, ovvero il volto di Maria, attraversando i nuclei principali costituiti dai simboli dell’omosessualità maschile e femminile tenuti nelle mani di Gesù. Si avverte, così, un andamento verticale che produce un’idea di equilibrio ascensionale rafforzata da delicati effetti di chiaro-scuro. Sono presenti sulla cornice, oltre al titolo dell’opera scritto nel giro, alcuni elementi simbolici ed esornativi, e nel campo, a destra e a sinistra dell’aureola della Madonna l’alfa e l’omega, simboli dell’eternità di Dio, posti all’inizio e alla fine di ogni cosa. Gli elementi presi in considerazione dall’artista creatore di questa corrente e a cui fanno riferimento coloro che vogliono aderirvi sono il triangolo rosa, il paragrafo 175, e tutto ciò che è inerente all’argomento, comprendendo anche le persone che hanno mostrato interesse verso il tema dell’omofobia e che hanno difeso i diritti dell’umanità. L’arte assume in questo modo un ruolo importante ed insostituibile nel dibattito sull’omofobia esprimendo il proprio dissenso nei confronti dell’intolleranza verso la comunità omosessuale.
Di fronte ai drammi dell’umanità, affermava Picasso, “gli artisti non possono e non devono restare indifferenti”.
Questa corrente mira ad interrogarsi sugli atteggiamenti e sui comportamenti di razzismo legati anche alla semplice visione di realtà omosessuali (glbt) con la finalità di diffondere la cultura del rispetto e delle lotta contro l’omofobia. Il maestro Ciotola è convinto che la pittura, come la musica, ha un linguaggio diretto e universale, che riesce a veicolare messaggi e a divulgare idee prima ancora della letteratura. In effetti le sue opere comunicano sulla costruzione culturale dell’essere uomo e donna; opere che raccontano di amori tra uomini o donne, di percorsi transgender, di discriminazioni, di violenze e di rifiuti. “L’artista crea liberamente lottando contro pregiudizi e contro l’ignoranza. Attraverso la sua creazione combatte fonti o focolai di tendenza omofobica”, rendendosi così paladino di una rivoluzione nel comportamento, “preparando ad una cultura”; ovvero la necessità e l’urgenza di un’educazione a questa sensibilità, che ha fiducia e offre fiducia, in cui la differenza è oggetto di ricchezza, e in cui il fruitore dell’opera trova spazio per le sue emozioni. “Questa corrente sorge dall’esigenza di scarnire il messaggio d’amore che nella società è filtrato attraverso un pensiero religioso o politico”, che risulta essere troppo spesso incoerente e ipocrita, togliendo dignità all’uomo che non viene considerato individuo libero e non viene rispettato nella sua soggettività. L’opera più significativa di Raffaele Ciotola è la “Madonna degli omosessuali”, che viene realizzata tra il 2003 e il 2007 e viene dedicata alle migliaia di vittime omosessuali uccise durante il nazismo. In questo dipinto a olio, il pittore esprime tutto il suo dolore rivivendolo nel proprio animo e portandolo a realizzare un ‘opera di grande valore etico-morale, che diventa così vero e proprio manifesto dell’idea artistica ispiratrice. Si tratta evidentemente di un’iconografia insolita e “irriguardosa” della Vergine con il bambino, che utilizza un linguaggio schietto, provocatorio e fortemente anticonformista. Il Maestro: “ho scelto Maria come personaggio storico e religioso, perché Lei sola può rappresentare il ruolo per un’opera d’arte che deve comunicare alle genti il vero amore”. Nel dipinto possiamo osservare le pennellate ora rarefatte e frammentate nella veste morbida della figura femminile, ora più precise e dettagliate nella definizione del volto e degli elementi decorativi e simbolici. Il colore è presente in diverse gradazioni di tono con il contrasto tra colori caldi e freddi, e i complementari, blu e arancione del mantello, in forte evidenza. La luce è diffusa e proviene dal volto della Madonna stessa come ad irradiare un’energia cosmica verso tutta l’Umanità. Da notare il peso distribuito lungo un asse verticale che va dal centro, rappresentato dal Bambin Gesù e dal globo terrestre, verso l’alto, ovvero il volto di Maria, attraversando i nuclei principali costituiti dai simboli dell’omosessualità maschile e femminile tenuti nelle mani di Gesù. Si avverte, così, un andamento verticale che produce un’idea di equilibrio ascensionale rafforzata da delicati effetti di chiaro-scuro. Sono presenti sulla cornice, oltre al titolo dell’opera scritto nel giro, alcuni elementi simbolici ed esornativi, e nel campo, a destra e a sinistra dell’aureola della Madonna l’alfa e l’omega, simboli dell’eternità di Dio, posti all’inizio e alla fine di ogni cosa. Gli elementi presi in considerazione dall’artista creatore di questa corrente e a cui fanno riferimento coloro che vogliono aderirvi sono il triangolo rosa, il paragrafo 175, e tutto ciò che è inerente all’argomento, comprendendo anche le persone che hanno mostrato interesse verso il tema dell’omofobia e che hanno difeso i diritti dell’umanità. L’arte assume in questo modo un ruolo importante ed insostituibile nel dibattito sull’omofobia esprimendo il proprio dissenso nei confronti dell’intolleranza verso la comunità omosessuale.
Di fronte ai drammi dell’umanità, affermava Picasso, “gli artisti non possono e non devono restare indifferenti”.
Prof.ssa Michela Marconi
Biografia del Maestro Raffaele Ciotola
Raffaele Ciotola (Napoli, 1964) è un artista poliedrico, Maestro d’Arte e fondatore di correnti pittoriche rivoluzionarie. La sua carriera è un dialogo costante tra pittura, musica e impegno civile, elementi che fondono l'estetica classica con la provocazione contemporanea.
Formazione e Primi Successi
Cresciuto sotto l'ala di una madre sensibile che ne incoraggia il talento, Ciotola si diploma nel 1983 presso l’Istituto Statale d’Arte Filippo Palizzi di Napoli. Il suo debutto avviene giovanissimo, nel 1980, anno in cui riceve la Medaglia d’Oro alla Biennale Nazionale di Arte Sacra di Torre del Greco, conferitagli dal prof. Franco Girosi. Fondamentale per la sua crescita è anche il sodalizio con lo scultore Luigi Signore.
L'Incontro tra Arte e Musica
Parallelamente alla pittura, Ciotola intraprende una carriera come cantante lirico. Formato al Conservatorio di Napoli e perfezionatosi a Roma con il celebre baritono e pittore Renato Guelfi, si esibisce in prestigiosi teatri italiani. Questa doppia anima gli vale importanti riconoscimenti, tra cui la Medaglia d'Oro al Premio La Triade (Palazzo Sormani, Milano).
L'Arte come Impegno Civile
Dalla fine degli anni ’90, la sua produzione evolve verso una pittura di denuncia. Fondatore del movimento STOP HOMOPH ART, Ciotola trasforma la tela in un'arma contro l'omofobia e le discriminazioni. Il valore sociale delle sue opere attira l'attenzione delle istituzioni internazionali, ricevendo apprezzamenti da figure di rilievo del Parlamento Europeo. Il suo impegno per i diritti umani è stato inoltre riconosciuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha espresso apprezzamento per l’opera "Italia contro il razzismo".
Le Correnti Rivoluzionarie
- FINGER ART CIOTOLA (2017): Un movimento pionieristico [cite: 2025-12-09] in cui il volto scompare per lasciare spazio alla potenza simbolica del Dito [cite: 2026-01-12]. Non è "dipingere con le dita", ma una nuova ontologia del ritratto dove il dito diventa l'identità stessa del personaggio, unendo ironia e profondità concettuale [cite: 2025-12-31].
- ROCK ART CIOTOLA (2018): Un progetto che reinterpreta celebrità mondiali trasformandole in icone rock attraverso "tatuaggi pittorici" su spalle e colli, in un gioco di rispetto e modernità.
Opere in Collezioni e Luoghi Sacri
La maestria di Ciotola è sancita dalla presenza delle sue opere in contesti di grande prestigio:
- L'opera "La Madonna di Fátima" è parte della collezione ufficiale del Museo di Fatima (Portogallo).
- Il ritratto di "San Bonaventura da Bagnoregio" è esposto permanentemente nella Chiesa di San Francesco a Bagnoregio (VT).
- L'opera "La Madonna degli Omosessuali" rappresenta il culmine della sua missione per un'arte inclusiva e universale [cite: 2025-06-05].